Storia di Iqbal

Storia di Iqbal’ è un libro dello scrittore Francesco D’Adamo,  pubblicato da Ex Libris nel 2009.

Il libro riprende una storia vera, un fatto realmente accaduto in Pakistan nella prima metà degli anni 90, una storia ordinaria e straordinaria allo stesso tempo. Perché ordinaria? Perché nella prima parte del romanzo, quello che viene descritto dallo scrittore milanese è uno scenario di assoluta normalità per milioni di bambini in molte parti del mondo. Un gruppo di bambini è costretto a lavorare alla produzione di tappeti da esportare in Occidente in condizioni disumane: orari di lavoro massacranti, catene ai piedi, punizioni corporali decise da un padrone senza scrupoli e deciso a mantenere una disciplina militare. Il tutto nella vana speranza dei bambini di ripagare debiti contratti dai propri genitori: infatti non potranno mai vederli estinti, in un sistema truccato in modo da sfruttare senza limiti di tempo il lavoro di questi schiavi. Per loro la quotidianità è fatta di questo, non di gioco, amicizia e scuola, componenti fondamentali nella vita di un bambino. Ma eccoci all’elemento straordinario della storia: Iqbal.

iqbal

Iqbal è un ragazzino come gli altri, costretto a fabbricare tappeti per ripagare un debito, ma ha capito come funziona il sistema di cui è vittima.  Riesce a farsi accettare dal gruppo, facendo prendere loro coscienza del fatto che l’unico modo per liberarsi di quelle catene è aprire gli occhi e trovare un modo per scappare. Dopo molti tentativi falliti, tutti insieme, come gruppo, riescono a far chiudere la fabbrica e far arrestare il padrone. Tutti i ragazzini torneranno alle proprie famiglie, mentre Iqbal si unirà al ‘Fronte per la liberazione dal lavoro forzato’. Morirà ucciso nel 1995 da un gruppo di criminali pakistani, avendo però liberato centinaia di altri bambini e contribuito a far aprire gli occhi al mondo sul dramma del lavoro minorile.

Un libro che consigliamo a tutti, che consente di farsi una prima idea sul reale significato di schiavitù moderna, sui collegamenti che questa ha con il ‘nostro’ mondo, e che lascia comunque nel lettore un po’ di speranza che vi possa essere un cambiamento generato da una nostra presa di coscienza. In particolare è adatto a ragazzi approssimativamente dalla terza media in su: scritto molto bene e in maniera semplice, è sicuramente di facile lettura e lascia il lettore con una nota di speranza, nonostante l’argomento pesante.  Un libro da leggere per non rassegnarsi a una realtà di ‘ordinario’ orrore, per rendersi conto che, per quanti bambini eroi ci saranno, l’unica possibilità che abbiamo di sconfiggere le schiavitù moderne è quella di aprire gli occhi e AGIRE.

Di Federico Piana

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