Lavoro Minorile

Sono 152 milioni i bambini lavoratori nel mondo. Di questi, 73 milioni sono impiegati in industrie pericolose, dove oltre al rischio fisico immediato sono anche maggiormente esposti a condizioni di grave sfruttamento.
L’Africa detiene il primato sia del maggior numero assoluto di bambini sfruttati (72 milioni), sia della maggiore incidenza del lavoro minorile (circa un bambino su cinque), seguita dall’Asia (rispettivamente 62 milioni, pari al 7% di tutti i bambini).

 

La scuola è il miglior posto in cui lavorare

Un bambino che lavora è quasi sempre un bambino che non frequenta la scuola.  La mancanza di istruzione può essere frutto della scarsità di risorse pubbliche, di scelte orientate verso altri investimenti o di fattori culturali e sociali che tendono a penalizzare in particolar modo le femmine e le classi sociali più discriminate.

APPROFONDIMENTI:

 

La storia di Kavitha

Kavitha vive a Reddiyapatty, un villaggio rurale in Tamil Nadu. Dopo aver studiato fino agli undici anni inizia a lavorare come lavoratrice salariata in un’azienda del tessile. Lavora per quattro anni e mezzo prima di essere vittima di un’incidente invalidante. Turni di 12 ore e la stanchezza accumulata le sono fatali e la mano resta presa nella macchina filatrice facendole perdere tre dita della mano sinistra e lesionandole lo stesso avambraccio. Per non andare incontro a problemi legali l’azienda ha provveduto al 70% delle spese mediche, il restante è spettato alla famiglia. Kavitha, ora ventenne, è impiegata in una drogheria a 15 km da casa dove si reca ogni giorno. Il padre, Chinnaigh, è operaio e la madre, Chitra, casalinga.

COS’E LO SUMANGALI?

I diritti delle bambine

Le discriminazioni di genere fanno sì che le bambine lavoratrici siano più numerose e che soffrano più dei coetanei maschi. Con risorse scarse a disposizione, in quasi tutto il mondo si tende a privilegiare l’istruzione di un figlio maschio, rispetto a una figlia femmina. Le bambine lavoratrici tendono anche a subire soprusi più frequenti e più gravi (violenze verbali, fisiche, sessuali), a sviluppare malattie legate alle condizioni lavorative o alla mansione svolta e sono spesso vittime di norme culturali che impongono loro docilità e obbedienza.

PRIMA LE RAGAZZE!

Il progetto di Mani Tese in India

Mani Tese opera in India (Tamil Nadu) con un progetto di prevenzione del lavoro minorile e di promozione dei diritti dei lavoratori nell’industria tessile.
L’ obiettivo del progetto è monitorare e favorire il rispetto degli standard lavorativi nell’industria tessile e manifatturiera nei distretti interessati, prevenendo le peggiori forme di violazione, come lo sumangali e il trafficking di giovani lavoratrici. Nell’ambito del progetto verranno costituiti un centro di monitoraggio sullo sumangali e analoghi schemi di reclutamento, compresa la raccolta di casi studio su giovani donne vittime di trafficking, e una linea telefonica di assistenza. Verrà inoltre effettuata una mappatura degli impianti di filatura e confezionamento della zona, e sensibilizzata la comunità locale, specie nei distretti di provenienza di lavoratori migranti e vittime di trafficking, per prevenire il traffico di esseri umani e più in generale pratiche di reclutamento e lavoro non idonee.

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NEWS DAL CAMPO:

IL LAVORO DI MANI TESE IN ITALIA:

UN BAMBINO CHE LAVORA E' UN BAMBINO POVERO

I bambini costretti a lavorare lo fanno a discapito della loro salute, del loro sviluppo, della loro libertà e del loro benessere. Un bambino che lavora sarà destinato a diventare un adulto povero a rischio di emarginazione.

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